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Spesometro delle associazioni e degli enti non commerciali

L’obbligo di comunicazione dei dati delle fatture previsto dall’art. 21 del DL 78/2010 si applica alla generalità dei soggetti passivi IVA. Ciò significa che sono interessati dal nuovo adempimento anche gli enti non commerciali individuati ai sensi dell’art. 4 comma 4 del DPR 633/72, ossia quegli enti, diversi dalle società, che svolgono attività commerciale o agricola in via non prevalente. In linea generale, si tratta di enti pubblici e privati, associazioni (politiche, sindacali e di categoria, religiose, assistenziali, culturali, sportive dilettantistiche, di promozione sociale, ecc.) e altre organizzazioni senza personalità giuridica che non svolgono in via esclusiva o principale attività commerciale o agricola. Per tali enti il presupposto soggettivo ai fini IVA si realizza esclusivamente con riferimento alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate nell’ambito di attività commerciali o agricole, per cui gli stessi agiscono in qualità di soggetti passivi IVA limitatamente a dette operazioni. Ne deriva che gli enti in argomento sono soggetti all’obbligo di trasmissione dei dati delle fatture di cui all’art. 21 del DL 78/2010 limitatamente alle operazioni effettuate o ricevute nell’ambito di attività commerciali, non agendo in qualità di soggetti passivi IVA nello svolgimento delle attività c.d. “istituzionali”. Pertanto, con riferimento alla comunicazione relativa al primo semestre 2017, da effettuarsi entro il prossimo 18 settembre (il 16 settembre, termine ordinario, cade di sabato), gli enti non commerciali sono tenuti a trasmettere:
- i dati delle fatture emesse nel periodo compreso fra gennaio e giugno 2017,
- i dati delle fatture d’acquisto ricevute e registrate nel medesimo periodo che afferiscano l’attività commerciale.
Ciò è confermato dalla circolare n. 1/2017 dell’Agenzia delle Entrate nella misura in cui richiede solo la registrazione delle fatture registrate nel registro IVA acquisti di cui all’art. 25 DPR 633/72. Restano escluse, quindi, le fatture ricevute per acquisti relativi all’attività istituzionale. Per esempio, con riferimento agli acquisti effettuati da parte di un istituto universitario pubblico, l’obbligo di comunicazione non sussiste per le fatture ricevute a fronte dell’acquisto di materiale destinato ad attività didattiche (attività istituzionale); al contrario, sussiste per gli acquisti relativi allo svolgimento di attività di sperimentazione scientifica svolta sulla base di contratti stipulati con terzi (attività commerciale). Dovrebbero essere oggetto di comunicazione anche le fatture relative ad acquisti intracomunitari effettuati dagli enti non commerciali soggetti passivi IVA nell’ambito dell’attività istituzionale, nonché gli acquisti effettuati dagli enti non commerciali non soggetti passivi IVA i quali abbiano superato la soglia di 10.000 euro di acquisti intracomunitari ex art. 38 comma 5 del DL 331/93 ovvero che abbiano optato per l’applicazione dell’IVA in Italia ex art. 38 comma 6 del medesimo decreto. Tuttavia, in rapporto al quadro sopra delineato in merito all’applicazione dell’obbligo di cui all’art. 21 del 78/2010 per gli enti non commerciali, un’indicazione difforme sembrerebbe emergere, implicitamente, dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 1/2017. In tale occasione, infatti, l’Agenzia ha precisato che le associazioni sportive dilettantistiche e gli altri enti assimilati di cui all’art. 9 del DPR 544/99 (associazioni senza scopo di lucro, pro-loco), qualora abbiano optato per il regime agevolato di cui alla L. 398/91, non sono tenuti a comunicare i dati delle fatture d’acquisto ricevute nell’ambito di attività rientranti nel suddetto regime, sia che si tratti di attività istituzionali, sia che si tratti di attività commerciali (ciò in quanto tali soggetti sono esonerati dall’obbligo di registrazione ex art. 25 del DPR 633/72). Sebbene l’intervento dell’Amministrazione finanziaria sia evidentemente volto a chiarire che le fatture d’acquisto delle associazioni in regime agevolato ex L. 398/91 non devono essere comunicate in nessun caso, in quanto non sottoposte a registrazione, leggendo il testo della circolare si potrebbe desumere che, in assenza della semplificazione di cui alla L. 398/91, anche le fatture riferite all’attività istituzionale dovrebbero essere oggetto di comunicazione. Sul punto sarebbero, dunque, auspicabili ulteriori chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate. Si ricorda, infine, che la generalità degli enti non commerciali è ordinariamente soggetta all’obbligo di comunicazione delle liquidazioni periodiche di cui all’art. 21-bis del DL 78/2010. Anche in questo caso, però, le associazioni in regime ex L. 398/91 costituiscono un’eccezione, in quanto, non essendo tenute alla presentazione della dichiarazione annuale, rientrano fra le ipotesi di esonero di cui all’art. 21-bis comma 3 del DL 78/2010.

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