Deposito bilanci 2013: Nota integrativa in XBRL?

| 03/05/2013

Nel corso dell’imminente campagna bilanci sarà possibile, su base volontaria, depositare l’intero fascicolo di bilancio in formato elettronico elaborabile. L’Associazione XBRL Italia ha, infatti, pubblicato una tassonomia sperimentale, che consente di rappresentare in formato XBRL anche la Nota integrativa. Come si ricorderà, l’art. 37 comma 21-bis del DL 4 luglio 2006 n. 223 (conv. L. 4 agosto 2006 n. 248) ha previsto l’obbligo di presentare i bilanci al Registro delle imprese in “formato elettronico elaborabile”, cioè in XBRL, acronimo di eXtensible Business Reporting Language. Le relative disposizioni attuative sono state dettate con il DPCM 10 dicembre 2008. Fino alla passata campagna bilanci, tuttavia, a causa dell’assenza di una versione evoluta della tassonomia “Principi Contabili Italiani”, capace di codificare tutti i documenti che compongono il bilancio, soltanto il prospetto contabile, costituito da Stato patrimoniale e Conto economico, era codificato in formato XBRL, mentre la Nota integrativa era prodotta in formato pdf/a, così come gli altri documenti che accompagnano il bilancio, quali la Relazione sulla gestione, la Relazione dei sindaci, la Relazione di revisione e il verbale assembleare. Ora, attraverso il sito di XBRL Italia (www.xbrl.org/it), è stata avviata la consultazione pubblica sulla tassonomia dedicata alla codifica XBRL della Nota integrativa (versione sperimentale 2013-04-02 dell’aprile 2013), cui possono partecipare, proponendo suggerimenti e modifiche, tutti i soggetti interessati (sia aziende che professionisti).
Nel mese di maggio prenderà poi avvio la seconda fase della sperimentazione: contestualmente al consueto deposito del bilancio al Registro delle imprese, sarà possibile depositare volontariamente, in via sperimentale e non sostitutiva del vigente formato pdf/a, anche la Nota integrativa in formato elaborabile. Una volta analizzati i documenti depositati, raccolti i feedback delle imprese ed esaminate le proposte pervenute, verrà sviluppata la tassonomia definitiva, capace di codificare l’intero rendiconto, che sarà poi utilizzata a regime da parte di tutti i soggetti tenuti al deposito del bilancio presso il Registro delle imprese, con impatto su oltre un milione di società di capitali italiane non-quotate. Occorre comunque sottolineare che la bozza di tassonomia, disponibile sia in formato pdf che in formato XBRL, consente di codificare la Nota integrativa nella forma ordinaria e nella forma abbreviata ai sensi dell’art. 2435-bis c.c. ; è, invece, esclusa dalla sperimentazione la Nota integrativa relativa al bilancio consolidato ex DLgs. n. 127/91, che sarà implementata successivamente alla sperimentazione. Il documento di accompagnamento alla sperimentazione evidenzia che la principale difficoltà nello sviluppo della tassonomia della Nota integrativa è stata l’assenza, diversamente da quanto accaduto nel caso di Stato patrimoniale e Conto economico, di uno schema obbligatorio e rigido a cui fare riferimento. Ciò ha imposto un’analisi attenta delle fonti normative (essenzialmente, il codice civile), dei principi contabili nazionali, nonché della prassi nazionale. Poiché il nuovo formato elettronico elaborabile non può imporre obblighi che non siano già previsti dalla legge, nello sviluppo della tassonomia è stato predisposto un vocabolario modulare: un primo gruppo di informazioni “base” (la cui presenza, nella Nota integrativa, è sostanzialmente imposta dal codice civile) è da considerarsi obbligatorio; un secondo gruppo di informazioni è inserito qualora la società scelga di conformarsi ai principi contabili nazionali (scelta auspicabile, ma di competenza esclusiva del redattore del bilancio); infine, un ulteriore livello di informazioni può essere inserito, qualora sia ritenuto opportuno, in relazione alla best practice vigente nei singoli settori di attività.
Quanto alle modalità di codificazione in XBRL, è stata utilizzata in via prevalente l’esposizione tabellare, in quanto garantisce maggiore elaborabilità e comparabilità, mentre l’utilizzo di campi testuali è stato limitato alle sole informazioni da esporre necessariamente in forma discorsiva (si pensi, ad esempio, ai criteri applicati nella valutazione delle voci di bilancio).
In merito, il documento di accompagnamento evidenzia che il numero delle tabelle, elevato rispetto a quelle del “tipico” rendiconto nazionale, dipende dal fatto che la tassonomia prende in considerazione tutte le possibili fattispecie, anche quelle rare. Ciò non significa, tuttavia, che tutte le tabelle che compongono la tassonomia debbano essere utilizzate. Nelle specifiche realtà aziendali, la compilazione dipenderà, infatti, dalla presenza nel bilancio (con valore diverso da zero) delle voci a cui la tabella stessa si riferisce, dall’aver compiuto specifiche operazioni e, in alcuni casi, anche dalla rilevanza dei valori.