Addizionale IRPEF 10% su bonus e stock option, vantaggi ESG nella devoluzione ad ETS
Dott. Alessio Pistone | 31/07/2026
L’Agenzia delle Entrate ha definito le modalità operative per beneficiare dell’esclusione dall’addizionale Irpef del 10% applicabile ai bonus, alle stock option e alle altre componenti della retribuzione variabile riconosciute nel settore finanziario. Le nuove istruzioni, contenute nel provvedimento n. 223895, danno attuazione a quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2026 e trovano applicazione per le remunerazioni corrisposte a decorrere dal 1° gennaio 2026. La disciplina interessa banche, intermediari finanziari e gli altri soggetti operanti nel comparto finanziario che corrispondono compensi variabili ai dirigenti e ai titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa. L’addizionale del 10%, prevista dall’articolo 33 del decreto-legge n. 78/2010, può non essere applicata purché vengano rispettate specifiche condizioni stabilite dalla normativa.
Il beneficio non richiede alcuna iniziativa da parte del percettore della remunerazione poiché l’intero adempimento ricade sul sostituto d’imposta, che deve effettuare un versamento a favore di uno o piú Enti del Terzo Settore. Per poter usufruire dell’esclusione dall’addizionale, l’importo complessivamente destinato agli ETS deve risultare almeno pari al doppio dell’imposta che sarebbe stata dovuta sull’insieme delle remunerazioni variabili erogate nel periodo d’imposta. Il confronto deve quindi essere effettuato considerando l’ammontare complessivo dell’addizionale e non la posizione del singolo dirigente o collaboratore.
Requisito procedurale: Il trasferimento delle somme deve essere effettuato ovviamente tramite bonifico bancario ed il provvedimento riconosce comunque validi anche eventuali pagamenti eseguiti prima della pubblicazione delle regole con strumenti differenti, purché il mezzo utilizzato sia tracciabile e l’ente beneficiario possa dimostrare l’effettiva ricezione delle somme attraverso un’adeguata rendicontazione. Le societá e gli enti che applicano l’esclusione devono indicare nel modello Redditi l’importo dei versamenti effettuati e i codici fiscali degli ETS beneficiari, inoltre sarà necessario conservare tutta la documentazione utile a dimostrare sia il calcolo dell’addizionale teoricamente dovuta sia le somme effettivamente versate agli ETS. Il sostituto d’imposta deve attestare nella CU che l’addizionale del 10% non é stata applicata in virtú dell’articolo 33, comma 2-ter, del decreto-legge n. 78/2010, consentendo cosí all’Amministrazione Finanziaria di verificare la corretta applicazione della disciplina.
Requisito soggettivo: Gli enti destinatari delle somme devono rientrare tra quelli disciplinati dal Codice del Terzo Settore (D.Lgs. n. 117/2017), ma devono essere totalmente indipendenti rispetto al soggetto erogatore. Non possono quindi beneficiare dei versamenti gli ETS che controllano, sono controllati oppure appartengono al medesimo gruppo societario della banca o dell’ente che riconosce i bonus. Tale previsione mira a garantire che le risorse siano effettivamente destinate a finalità solidaristiche e non rimangano all’interno del medesimo gruppo economico.
Requisito temporale: Può accadere che l’importo definitivo dell’addizionale emerga soltanto in sede di conguaglio fiscale di fine anno ed in tale circostanza, qualora il versamento effettuato agli ETS risulti inferiore al doppio dell’imposta complessivamente dovuta, il sostituto d’imposta non perde automaticamente il beneficio poiché la normativa consente di integrare il versamento entro 60 giorni dal termine previsto per la consegna delle Certificazioni Uniche, raggiungendo cosí la soglia minima richiesta. Le nuove regole si applicano alle remunerazioni variabili corrisposte dal 1° gennaio 2026 ma poiché il modello Redditi contenente gli appositi campi sarà approvato nel 2027, i versamenti effettuati durante il 2026 saranno indicati nella prima dichiarazione utile predisposta secondo il nuovo tracciato.
Oltre al beneficio fiscale, la scelta di destinare risorse agli enti del Terzo settore può produrre effetti positivi anche sotto il profilo della sostenibilità aziendale. Le somme erogate a favore di organizzazioni indipendenti impegnate in attività di interesse generale rappresentano infatti un elemento che può rafforzare la dimensione della società dei criteri di sostenibilità, dimostrando l’impegno concreto dell’impresa verso il territorio e la collettività. Nella scelta degli enti del Terzo Settore destinatari delle erogazioni, le imprese potrebbero valutare l’opportunità di diversificare i beneficiari, individuando ETS che operino in differenti ambiti specifici rispetto all’interesse generale. Ad esempio, destinare parte delle risorse a organizzazioni impegnate nella tutela dell’ambiente e nella salvaguardia del patrimonio naturale e parte a enti che promuovono l’inclusione sociale, il sostegno alle persone fragili, la formazione o altre attività di promozione sociale, consente di esprimere un impegno piú ampio verso i principi della sostenibilità. Una distribuzione equilibrata delle erogazioni tra iniziative ambientali (Environmental nei criteri ESG) oltre che sociali (Social nei criteri ESG) può inoltre rafforzare la coerenza delle politiche di responsabilità d’impresa, offrendo elementi utili nella rendicontazione ESG e dimostrando al mercato ed agli stakeholder una visione ad ampio raggio della creazione di valore, nella quale sia la crescita economica che la tutela dell’ambiente che lo sviluppo della comunità procedono di pari passo.
Pur non determinando automaticamente un miglioramento del rating ESG, tali iniziative possono essere in ogni caso valorizzate nell’ambito delle rendicontazioni di sostenibilità e delle valutazioni effettuate da investitori, istituti di credito e agenzie specializzate, soprattutto se inserite in una strategia strutturata di responsabilità sostenibile dell’impresa. La misura introdotta dal legislatore, oltre a sostenere il Terzo Settore, offre quindi alle imprese del comparto finanziario l’opportunità di coniugare efficienza fiscale, reputazione aziendale e attenzione agli obiettivi di sostenibilità, aspetti sempre piú rilevanti nei rapporti con il mercato e con gli stakeholder.