Due diverse procedure di iscrizione al RUNTS

| 14/09/2026

La distinzione tra la sussistenza dei requisiti richiesti al momento dell’iscrizione e la loro permanenza nel corso del tempo assume un ruolo centrale per comprendere correttamente l’ambito dei poteri attribuiti al RUNTS. Si tratta infatti di due momenti distinti, caratterizzati da controlli differenti e da finalità non sovrapponibili poiché in sede di iscrizione nel RUNTS, secondo quanto previsto dall’articolo 22 del Codice del Terzo Settore, la verifica della sussistenza dei requisiti necessari per l’iscrizione é affidata principalmente al notaio, mentre all’Ufficio del RUNTS spetta, nell’ambito della procedura prevista dalla norma, un controllo di natura prevalentemente formale. Tale impostazione risponde all’esigenza di garantire un procedimento di iscrizione fondato su una verifica iniziale dei requisiti, senza sovrapporre le competenze del notaio e quelle dell’amministrazione.

Una volta perfezionata l’iscrizione, la situazione cambia poiché il Codice del Terzo settore attribuisce al RUNTS specifici poteri di controllo sulla permanenza nel tempo delle condizioni che consentono all’ente di conservare la propria qualifica. Infatti l’articolo 51 del Codice prevede una revisione triennale finalizzata proprio a verificare che continuino a sussistere i requisiti richiesti per l’iscrizione. A questa previsione si affianca l’articolo 93 che attribuisce agli uffici valutatori del RUNTS funzioni di controllo per la permanenza dei requisiti attraverso la conferma del perseguimento delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale e sul rispetto degli obblighi derivanti dall’iscrizione stessa.

In questa fase il suddetto ufficio del RUNTS può quindi procedere ad accertamenti sulla documentazione dell’ente e quando necessario effettuare attività ispettive che si badi bene di non sottovalutare. Il controllo può riguardare tra gli altri aspetti anche la permanenza della base associativa minima richiesta per le APS e le ODV nonché l’effettivo svolgimento delle attività di interesse generale previste dall’articolo 5 del Codice del Terzo Settore e la presenza ed il corretto funzionamento degli organi obbligatori previsti dagli articoli 30 e 31. Qualora emerga la perdita sopravvenuta dei requisiti oppure vengano accertate violazioni particolarmente gravi, l’ordinamento consente di intervenire anche sulla permanenza dell’ente nel RUNTS, fino ad arrivare alla cancellazione nei casi previsti dalla normativa e alla conseguente perdita dei benefici collegati alla qualifica di ETS.

Tuttavia il potere di controllo successivo non può essere interpretato come una sorta di seconda verifica generale dell’iscrizione infatti l’attività dell’ufficio preposto deve infatti concentrarsi sulla permanenza nel tempo delle condizioni richieste e sulle eventuali irregolarità sopravvenute, senza trasformarsi in un riesame indiscriminato di requisiti che erano già stati valutati nella fase originaria, ciò soprattutto quando la loro sussistenza era già stata verificata attraverso il controllo notarile previsto dall’articolo 22 del Codice del Terzo settore.

Particolare cautela deve quindi essere riservata all’eventuale annullamento d’ufficio dell’iscrizione poiché un intervento di questo tipo dovrebbe essere circoscritto a situazioni eccezionali nelle quali emerga un vizio radicale dell’iscrizione come l’assenza di un elemento essenziale, l’inesistenza del patrimonio richiesto oppure la falsità della documentazione posta alla base del procedimento. Proprio per la particolare rilevanza che l’iscrizione assume nel RUNTS nei rapporti tra l’ente ed i terzi, una decisione così incisiva deve essere sostenuta da una motivazione particolarmente rigorosa.

In conclusione, la pubblicità derivante dall’iscrizione nel RUNTS produce infatti un affidamento non soltanto in capo all’ente ma anche nei confronti dei soggetti che entrano in rapporto con esso facendo legittimo affidamento sulla sua qualificazione giuridica e sulla regolarità della sua posizione. Ne consegue che l’esercizio dei poteri di controllo deve trovare un equilibrio tra l’esigenza, pienamente condivisibile, di assicurare il rispetto delle regole del Terzo Settore e la necessità di tutelare la certezza dei rapporti giuridici. Questa impostazione appare coerente con l’obiettivo di rendere il sistema del Terzo settore sempre più ordinato e trasparente, valorizzando al tempo stesso il ruolo del RUNTS come strumento di verifica effettiva e non come sede di reiterazione indefinita dei controlli già svolti nella fase costitutiva.