Anno “ponte” 2026 per gli standard ESG semplificati
Dott. Alessio Pistone | 23/09/2026
Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 21 settembre 2026 si conclude il percorso regolamentare avviato con la direttiva Omnibus I infatti sono stati pubblicati i due atti delegati adottati dalla Commissione Europea il 3 luglio 2026 al termine dello scrutinio da parte del Parlamento europeo e del Consiglio. Il Regolamento delegato (UE) 2026/1563 modifica il Regolamento delegato (UE) 2023/2772, sostituendone integralmente gli allegati I e II e introducendo la versione semplificata degli ESRS – European Sustainability Reporting Standards. Il Regolamento delegato (UE) 2026/1560 integra invece la direttiva contabile 2013/34/UE introducendo lo standard di rendicontazione volontario destinato alle imprese tutelate dal limite applicabile alle informazioni richieste lungo la catena del valore. Per le imprese italiane il nuovo sistema dovrà essere letto in combinato disposto con il decreto legislativo 125/2024 e con il disegno di legge di delegazione europea 2026, che dovrà recepire entro il 19 marzo 2027 le modifiche relative al perimetro di applicazione e alla vigilanza introdotte da Omnibus I.
Il nuovo quadro può quindi essere analizzato in due parti laddove una riguarda le imprese che rimangono soggette all’obbligo di reporting di sostenibilità sulla base degli articoli 19-bis e 29-bis della direttiva contabile, come ridisegnati dalla direttiva (UE) 2026/470, mentre l’altra riguarda invece lo standard volontario destinato alle imprese che non rientrano nel perimetro dell’obbligo. Entrambi i regolamenti sono direttamente applicabili negli Stati membri e pertanto non richiedono un ulteriore recepimento nazionale. L’articolo 3 del Regolamento 2026/1563 stabilisce che le nuove disposizioni entreranno in vigore il 10 novembre 2026, mentre i nuovi principi troveranno applicazione per gli esercizi finanziari aventi inizio il 1° gennaio 2027 o successivamente.
Per gli esercizi 2026 le imprese già comprese nel perimetro dell’obbligo dispongono di una disciplina transitoria particolarmente significativa poiché possono continuare ad applicare gli ESRS del 2023 nella versione modificata dal Regolamento delegato (UE) 2025/1416 (il cosiddetto quick fix) oppure possono adottare anticipatamente l’intero nuovo set di standard rivisto, oppure in alternativa possono continuare a utilizzare i precedenti principi applicando contestualmente otto specifiche esenzioni ricavate dal nuovo ESRS 1. Tra queste rientrano l’approccio top-down alla doppia materialità, la clausola relativa ai costi o sforzi indebiti, la limitazione delle informazioni richieste lungo la catena del valore, le disposizioni riguardanti acquisizioni e cessioni, la possibilità di collocare l’informativa sulla tassonomia in un’appendice separata e la facoltà di predisporre una sintesi delle informazioni principali ma in ogni caso, la dichiarazione sulla sostenibilità dovrà indicare espressamente quale versione degli standard é stata utilizzata. Il punto 121 dell’ESRS 1 chiarisce inoltre che l’applicazione anticipata dei nuovi principi non determina l’attivazione delle disposizioni transitorie e non limita la possibilità di utilizzare le esenzioni previste per la fase graduale di applicazione.