Perdita delle detrazioni fiscali per attività extra-alberghiere e turistico-ricettive
Dott. Alessio Pistone | 13/10/2026
Lo scorso 14 maggio con la sentenza n. 431/2026, la Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado del Veneto si é espressa respingendo in appello la richiesta di revisione della sentenza di primo grado che vedeva un contribuente soccombente nei confronti della Agenzia delle Entrate per recupero di somme derivanti da bonus ristrutturazioni.
Quindi allo stato attuale la pronuncia ci porta a considerare che ristrutturare un’abitazione per trasformarla in un affittacamere molto probabilmente comporterà la perdita del bonus ristrutturazioni citato indipendentemente anche dalla eventuale destinazione originaria di accatastamento residenziale. Infatti nel caso esaminato, il Fisco ha recuperato 2.400 euro di IRPEF, applicando anche 2.160 euro di sanzioni ed il punto decisivo non é stato il semplice utilizzo turistico dell’immobile, ma il cambio di destinazione d’uso da residenziale a turistico-ricettiva, previsto durante i lavori e concretamente realizzato al loro termine.
Il contribuente aveva chiesto, in via subordinata, anche la disapplicazione delle sanzioni, sostenendo che la disciplina applicabile presentasse profili di incertezza normativa. La Corte ha respinto anche questa richiesta, condividendo l’orientamento dei giudici di primo grado, secondo cui l’incertezza idonea a giustificare l’esclusione delle sanzioni deve avere carattere oggettivo e non può derivare da una semplice interpretazione soggettiva non corretta delle disposizioni vigenti. Nel caso esaminato, i giudici hanno ritenuto che il testo dell’articolo 16-bis del TUIR fosse sufficientemente chiaro nel subordinare il riconoscimento della detrazione alla destinazione residenziale dell’immobile. La decisione conferma il già citato il recupero della maggiore imposta pari a 2.400 euro, oltre alle sanzioni per ulteriori 2.160 euro.
La pronuncia assume particolare rilievo in un contesto nel quale la diffusione degli affitti brevi e delle locazioni turistiche rappresenta una questione sempre più rilevante per l’equilibrio del mercato immobiliare nelle principali città italiane. La crescente destinazione degli immobili a finalità turistico-ricettive può infatti contribuire a ridurre l’offerta di abitazioni disponibili per le locazioni di lungo periodo, con conseguenze sui canoni richiesti a famiglie, lavoratori e giovani, oltre a determinare condizioni di concorrenza che le strutture alberghiere regolarmente organizzate e autorizzate sono chiamate ad affrontare nel rispetto di obblighi amministrativi, fiscali e gestionali specifici.
In questa prospettiva, il rigoroso rispetto delle condizioni previste per l’accesso alle agevolazioni fiscali costituisce un principio di corretta applicazione della normativa, affinché i benefici riconosciuti dal legislatore non siano estesi a fattispecie che non possiedono i requisiti richiesti. Si tratta di un orientamento che si inserisce nel più ampio dibattito sulla necessità di assicurare regole chiare e condizioni concorrenziali equilibrate tra le diverse forme di offerta ricettiva, tutelando al contempo la disponibilità di alloggi per i residenti.
L’attenzione del mainstream al settore turistico e alla regolamentazione delle locazioni brevi si colloca proprio in questo quadro, nel quale la trasparenza fiscale, il rispetto delle regole e la responsabilizzazione degli operatori rappresentano elementi essenziali per contrastare le distorsioni del mercato. Resta tuttavia necessario distinguere il principio generale affermato dalla pronuncia dal più ampio problema abitativo, poiché il contrasto al caro affitti richiede un insieme coordinato di interventi normativi e politiche abitative.
La sentenza richiama quindi contribuenti, proprietari e professionisti alla necessità di verificare preventivamente la destinazione urbanistica finale dell’immobile e la sussistenza di tutti i requisiti richiesti per beneficiare delle detrazioni per ristrutturazione edilizia, soprattutto quando gli interventi sono finalizzati alla realizzazione di strutture turistico-ricettive. Una verifica preventiva consente di ridurre il rischio di contestazioni e recuperi fiscali, assicurando una gestione degli investimenti immobiliari coerente con la normativa vigente.