Tutti i quadri dichiarativi 2026 da compilare per le cripto-attività

| 08/10/2026

La disciplina applicabile alle operazioni effettuate fino al 31 dicembre 2024 prevedeva che le plusvalenze conseguissero rilevanza fiscale soltanto per la parte eccedente la soglia complessiva di 2.000 euro nel periodo d’imposta. Con le modifiche introdotte dalla legge di Bilancio 2025, legge n. 207/2024, il legislatore ha invece previsto un cambiamento significativo, destinato a trovare concreta applicazione proprio nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2025. Come già anticipato lo scorso anno nell’approfondimento dedicato alla tassazione 2026 delle cripto-attività, una delle principali novità da considerare nella compilazione del modello Redditi PF 2026 relativo al 2025 riguarda il trattamento fiscale delle plusvalenze e degli altri proventi derivanti dalle cripto-attività.

A partire dalle operazioni effettuate dal 1° gennaio 2025, infatti, la soglia di 2.000 euro non trova più applicazione e le plusvalenze derivanti dalle cripto-attività concorrono alla formazione del reddito senza alcun limite minimo di importo. Si tratta di una modifica che deve essere attentamente considerata da tutti i contribuenti che hanno effettuato operazioni in cripto-attività nel corso del 2025, anche quando i guadagni conseguiti risultano di importo contenuto. Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate relative al quadro RT del modello Redditi PF 2026 confermano la distinzione temporale tra le due discipline. Le plusvalenze realizzate entro il 31 dicembre 2024 rilevano infatti secondo il precedente meccanismo, con riferimento agli importi eccedenti la soglia di 2.000 euro, mentre quelle realizzate dal 1° gennaio 2025 assumono rilevanza fiscale indipendentemente dal loro ammontare.

La novità produce quindi i propri effetti nella dichiarazione dei redditi 2026, attraverso la quale vengono dichiarati i redditi conseguiti nel corso del 2025. L’eliminazione della soglia determina infatti un ampliamento dell’area delle operazioni fiscalmente rilevanti, coinvolgendo anche contribuenti che negli anni precedenti avrebbero potuto non essere interessati dal prelievo fiscale a causa dell’esiguità delle plusvalenze realizzate.

Si consideri, ad esempio, il caso di un contribuente che nel corso del 2025 abbia realizzato una plusvalenza netta derivante da cripto-attività pari a soli 500 euro, per i quali applicando la disciplina prevista per le operazioni effettuate fino al 2024, un importo di tale esiguità non avrebbe prodotto effetti fiscali in ragione della soglia di 2.000 euro. A partire dal 2025, invece, la stessa plusvalenza assume rilevanza fiscale e deve essere considerata ai fini della determinazione dell’imposta. Per le plusvalenze realizzate nel corso del 2025 l’imposta sostitutiva resta fissata al 26% ed anche questo aspetto deve essere attentamente distinto dalla successiva modifica normativa, poiché l’aliquota del 33% prevista dalla legge di Bilancio 2025 si applica alle plusvalenze e agli altri proventi realizzati a decorrere dal 1° gennaio 2026. Di conseguenza, il 33% non deve essere applicato ai guadagni conseguiti nel 2025 e dichiarati attraverso il modello Redditi PF 2026. Pertanto nell’esempio considerato la piccola plusvalenza imponibile di 500 euro realizzata nel 2025 determina un’imposta sostitutiva pari a 390 euro corrispondente al 26% dell’importo imponibile.

Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate precisano inoltre che il quadro RT é destinato a raccogliere le informazioni relative alle plusvalenze e agli altri proventi riconducibili all’articolo 67, comma 1, lettera c-sexies), del TUIR. Ai fini della determinazione del risultato fiscalmente rilevante, la plusvalenza é individuata, in linea generale, nella differenza tra il corrispettivo percepito, oppure il valore normale delle cripto-attività nei casi previsti dalla normativa, e il relativo costo o valore di acquisto.

Particolare attenzione deve essere prestata alla documentazione del costo sostenuto per l’acquisto delle cripto-attività poiché le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate prevedono che il costo o valore di acquisto deve essere adeguatamente documentato dal contribuente attraverso elementi certi e precisi. In assenza di tale documentazione, il costo viene considerato pari a zero con la conseguenza che l’intero valore rilevante ai fini fiscali andrebbe a concorrere alla determinazione della plusvalenza di cui al paragrafo precedente.

L’intervento normativo non riguarda soltanto le plusvalenze, poiché l’eliminazione della soglia di 2.000 euro produce effetti anche sulla disciplina delle minusvalenze. Per quelle realizzate a partire dal 1° gennaio 2025 non opera più il precedente limite e, qualora l’ammontare delle minusvalenze risulti superiore a quello delle plusvalenze, l’eccedenza può essere utilizzata per ridurre le plusvalenze realizzate nei periodi d’imposta successivi, nei limiti e secondo le condizioni stabilite dal TUIR. Anche sotto questo profilo, la corretta compilazione della dichiarazione dei redditi assume quindi un’importanza particolare, poiché consente di mantenere evidenza delle minusvalenze fiscalmente utilizzabili negli anni successivi. Una corretta ricostruzione delle operazioni effettuate e della relativa documentazione diventa pertanto essenziale per evitare di perdere benefici fiscali che possono essere utilizzati nelle successive dichiarazioni.

La modifica introdotta con la legge di Bilancio 2025 si inserisce nel più ampio percorso di razionalizzazione della disciplina fiscale delle cripto-attività promosso dall’attuale Governo, che ha scelto di intervenire su un settore in rapida evoluzione con l’obiettivo di rendere più chiaro il quadro degli obblighi tributari e di rafforzare la corretta emersione dei redditi prodotti attraverso questi strumenti. L’intervento conferma quindi l’attenzione dell’Esecutivo verso un fenomeno economico che negli ultimi anni ha assunto una rilevanza crescente anche per i contribuenti italiani.

Per chi ha effettuato operazioni in criptovalute e nelle altre cripto-attività durante il 2025, la compilazione del modello Redditi PF 2026 richiede quindi una verifica particolarmente accurata e di certo non é più sufficiente concentrarsi solo sulle operazioni che hanno generato guadagni di importo elevato, poiché l’eliminazione della soglia rende fiscalmente rilevanti anche plusvalenze di importo contenuto. Diventa dunque fondamentale ricostruire correttamente le operazioni effettuate, determinare il costo fiscalmente riconosciuto, conservare la documentazione necessaria e verificare anche l’eventuale presenza di minusvalenze utilizzabili negli anni successivi.