Tassazione delle cripto-attività 2026

| 24/10/2025

Lo scorso anno già la Legge di Bilancio 2025 (art. 1, comma 24, della Legge n. 207 del 30 dicembre 2024) aveva introdotto – con decorrenza dal prossimo 1° gennaio 2026 – un incremento dal 26% al 33% della tassazione applicabile alle plusvalenze e agli altri proventi generati dal rimborso, dalla cessione a titolo oneroso, dalla permuta o dalla detenzione di cripto-attività di qualsiasi tipologia.

In tale contesto, nel disegno di Legge di Bilancio 2026 si prevede un regime fiscale di favore per specifiche categorie di token ancorati all’euro (stablecoin), addirittura anticipando quindi un inquadramento agevolato in largo anticipo rispetto alla loro piena diffusione nel mercato.

Il beneficio fiscale é disciplinato dall’articolo 13 dello schema di DDL di Bilancio, che interviene sull’articolo 1 della citata Legge n. 207/2024 introducendo importanti novità:

  • Per i redditi e i proventi rientranti nell’art. 67, comma 1, lett. c-sexies) del TUIR – derivanti dalla detenzione, dall’utilizzo o dalla cessione di “token di moneta elettronica denominati in euro” – l’aliquota applicata sarà del 26% anziché quella ordinaria del 33%.

  • Per “token di moneta elettronica denominati in euro” si intendono quelli il cui valore resta stabilmente ancorato alla valuta europea e i cui fondi di riserva sono detenuti interamente in attività denominate in euro presso istituzioni autorizzate all’interno dell’Unione Europea.

  • Non saranno considerate come operazioni fiscalmente rilevanti (e quindi non genereranno plusvalenze o minusvalenze) né la conversione tra euro e tali token, né il rimborso in euro del relativo valore nominale.

Tramite decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze da emanarsi entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, verrà inoltre istituito un Tavolo permanente di controllo e vigilanza sulle cripto-attività e sulle innovazioni finanziarie. Il Tavolo sarà composto da rappresentanti di MEF, Guardia di Finanza, CONSOB, Banca d’Italia, UIF, Agenzia delle Entrate, oltre a esponenti delle principali associazioni del settore e a qualificati esperti accademici.

Il nuovo organismo non comporterà oneri per la finanza pubblica, poiché ai componenti non verrà riconosciuto alcun compenso o rimborso ed avrà solo funzioni strategiche, tra cui:

  • monitorare i rischi del comparto e rafforzare la cooperazione tra autorità e operatori;

  • definire linee guida nazionali per prevenire frodi, abusi e rischi sistemici;

  • elaborare protocolli di legalità per contrastare riciclaggio e finanziamento al terrorismo;

  • produrre report periodici sull’evoluzione del settore e sugli impatti economico-finanziari;

  • promuovere iniziative di educazione finanziaria, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza dei cittadini nell’utilizzo delle cripto-attività e degli strumenti di finanza digitale.

Le misure introdotte non rappresentano solo un passo avanti nella regolamentazione responsabile e nell’innovazione, ma anche un segnale concreto della volontà del Governo di conciliare innovazione tecnologica e tutela del sistema economico nazionale. Da un lato, l’aumento dell’aliquota ordinaria sulle cripto-attività consente di garantire un quadro fiscale più equo e allineato agli standard internazionali; dall’altro, la scelta di favorire con un regime agevolato la stablecoin ancorata all’euro dimostra attenzione alla competitività del settore e alla promozione di strumenti digitali sicuri, trasparenti e controllati.

L’istituzione del Tavolo permanente di vigilanza conferma un approccio lungimirante e responsabile, orientato a proteggere i risparmiatori, prevenire fenomeni illeciti e accompagnare lo sviluppo ordinato della finanza innovativa.
Si tratta di un passo importante verso un ecosistema regolato ma favorevole alla crescita, che pone l’Italia tra i Paesi europei più attivi nel creare un quadro normativo moderno e al servizio dell’economia digitale.