Indennità straordinaria ISCRO per i lavoratori sportivi

| 19/10/2026

L’ISCRO, acronimo di Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa, rappresenta uno strumento di sostegno economico destinato ai lavoratori autonomi che attraversano una fase di significativa riduzione del reddito. La misura, resa strutturale dal 1° gennaio 2024, è rivolta ai professionisti titolari di partita IVA iscritti alla Gestione Separata INPS e mira a offrire un supporto temporaneo a chi, pur continuando a svolgere la propria attività, registra una contrazione dei guadagni. Per il 2026 l’indennità può raggiungere un importo massimo di 817,69 euro mensili, con una soglia minima di 255,53 euro, per un periodo di sei mesi consecutivi. Si tratta di un intervento importante per rafforzare le tutele dei lavoratori autonomi, una categoria che spesso non dispone delle stesse garanzie previste per il lavoro subordinato e che risulta particolarmente esposta alle oscillazioni del mercato.

Tra i destinatari della misura rientrano anche i lavoratori sportivi autonomi del settore dilettantistico che esercitano abitualmente la propria attività con partita IVA e sono iscritti esclusivamente alla Gestione Separata INPS. Possono quindi presentare domanda, in presenza di tutti i requisiti richiesti, istruttori, allenatori, preparatori atletici e direttori di gara che operano in questo ambito professionale. L’apertura di questa possibilità assume particolare rilevanza per il settore sportivo, nel quale la continuità dei compensi può essere condizionata dalla stagionalità, dalla programmazione delle attività e dalle risorse disponibili presso associazioni e società sportive. Riconoscere l’accesso a uno strumento di sostegno reddituale significa contribuire a dare maggiore stabilità a professionisti che svolgono un ruolo essenziale nella diffusione dello sport e nella crescita del movimento dilettantistico.

La misura si inserisce nel più ampio percorso di rafforzamento delle tutele del lavoro autonomo, anche attraverso gli interventi normativi che hanno consolidato l’ISCRO e ne hanno definito le modalità di accesso. In questa prospettiva, l’azione dell’attuale Governo si colloca nel solco di un sistema di protezione che punta ad affiancare al sostegno economico strumenti utili a favorire la continuità dell’attività professionale e l’aggiornamento delle competenze.

Per accedere all’ISCRO nel 2026, il reddito da lavoro autonomo dichiarato per il 2025 deve risultare inferiore al 70% della media dei redditi conseguiti nel 2023 e nel 2024. Il reddito relativo al 2025, inoltre, non deve superare 12.749,18 euro, limite aggiornato per l’anno in corso. E’ necessario anche essere titolari di una partita IVA attiva da almeno tre anni alla data di presentazione della domanda e risultare in regola con gli obblighi contributivi. Occorre inoltre non essere titolari di una pensione diretta, non essere iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie e non beneficiare dell’Assegno di inclusione durante il periodo di erogazione dell’indennità. Un ulteriore requisito riguarda la fruizione pregressa della prestazione, poiché non possono ottenere l’ISCRO nel 2026 coloro che ne hanno già beneficiato nel 2024 o nel 2025. La domanda deve essere presentata entro sabato 31 ottobre 2026, termine che quest’anno non è soggetto a proroga. La procedura è disponibile attraverso il portale dell’INPS, accedendo al servizio dedicato alle prestazioni non pensionistiche. E’ possibile avvalersi anche del Contact Center dell’INPS oppure rivolgersi a un patronato per ricevere assistenza nella verifica dei requisiti e nella trasmissione dell’istanza. I lavoratori sportivi interessati dovrebbero quindi verificare tempestivamente la propria posizione previdenziale, la data di apertura della partita IVA e i redditi dichiarati negli anni di riferimento. Particolare attenzione va riservata ai casi nei quali la qualificazione fiscale dei compensi sportivi e le specificità della riforma del lavoro sportivo possono incidere sulla determinazione del reddito rilevante ai fini dell’ISCRO. In presenza di situazioni dubbie, é opportuno richiedere un approfondimento professionale prima della scadenza.

Un aspetto significativo riguarda anche il finanziamento della prestazione poiché i lavoratori sportivi autonomi che versano l’aliquota contributiva comprensiva della quota aggiuntiva dello 0,35% destinata all’ISCRO contribuiscono direttamente al finanziamento della misura e pertanto, quando ricorrono tutti i presupposti previsti dalla normativa, l’accesso all’indennità rappresenta una forma di tutela coerente con il sistema contributivo al quale questi professionisti partecipano.

Accanto al sostegno economico, la disciplina dell’ISCRO prevede anche percorsi di aggiornamento professionale, pensati per aiutare i beneficiari a rafforzare le proprie competenze e ad affrontare con maggiore preparazione l’evoluzione del mercato del lavoro. Su questo fronte é intervenuto il Decreto Interministeriale del 3 settembre 2026, adottato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che definisce i criteri e le modalità per organizzare e finanziare tali percorsi. Il provvedimento chiarisce un principio fondamentale, ovvero che la formazione deve accompagnare l’erogazione dell’ISCRO senza costituire una condizione da cui dipende il riconoscimento dell’indennità. Si tratta di una distinzione importante, poiché consente di affiancare al sostegno al reddito una politica attiva orientata allo sviluppo delle competenze, senza trasformare la partecipazione ai percorsi formativi in un requisito che impedisca di ottenere la prestazione economica.

La scelta si inserisce nel quadro delle misure introdotte per favorire un collegamento più efficace tra protezione sociale, formazione e opportunità professionali. Anche in questo caso, l’impostazione adottata dall’attuale Governo punta a combinare l’aiuto economico con strumenti di valorizzazione delle capacità individuali, mantenendo distinta la funzione di sostegno al reddito da quella di accompagnamento professionale.

Il decreto del 3 settembre 2026 rappresenta dunque un passaggio rilevante nell’attuazione della disciplina, poiché definisce il quadro organizzativo dei percorsi di aggiornamento collegati all’ISCRO e valorizza il ruolo del SIISL. La formazione viene così riconosciuta come un’opportunità aggiuntiva per i beneficiari, senza pregiudicare il diritto all’indennità quando risultano soddisfatti i requisiti previsti dalla legge. I percorsi di aggiornamento saranno gestiti attraverso il SIISL, il Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa, una piattaforma digitale istituita per favorire l’incontro tra le persone in cerca di opportunità professionali, i servizi per il lavoro, gli enti formativi e il sistema delle imprese. Il SIISL consente di mettere in relazione le informazioni sui profili professionali degli utenti con le opportunità di lavoro e di formazione disponibili, facilitando l’orientamento verso percorsi coerenti con le competenze possedute e con le esigenze del mercato. La piattaforma costituisce quindi uno strumento di collegamento tra le politiche passive di sostegno al reddito e le politiche attive finalizzate a migliorare l’occupabilità delle persone.

Per i beneficiari dell’ISCRO, il sistema permette di favorire l’accesso a iniziative di aggiornamento professionale e di rendere più strutturato il rapporto con i servizi per il lavoro. I percorsi dovranno essere realizzati da soggetti qualificati o accreditati secondo la normativa vigente e potranno riguardare competenze utili a consolidare l’attività autonoma oppure a cogliere nuove opportunità professionali. L’obiettivo non consiste soltanto nell’offrire un sostegno temporaneo a chi ha subito una diminuzione del reddito, ma anche nel promuovere un rafforzamento delle competenze che possa contribuire alla ripresa dell’attività lavorativa. Per i professionisti dello sport, l’aggiornamento può assumere particolare importanza in un settore caratterizzato da cambiamenti organizzativi, nuove esigenze formative e una crescente attenzione alla qualificazione delle figure tecniche. Per i lavoratori sportivi autonomi, il messaggio é chiaro ovvero che l’ISCRO può offrire un aiuto concreto in presenza di una significativa riduzione del reddito, mentre i percorsi di aggiornamento possono rappresentare un’occasione per rafforzare le competenze e migliorare le prospettive professionali. Considerata l’imminenza della scadenza del 31 ottobre 2026, è quindi opportuno verificare subito la propria situazione e presentare tempestivamente la domanda, senza attendere gli ultimi giorni disponibili.