Agenzia entrate in adempimento collaborativo (Tax Control Framework)

| 08/07/2026

Il regime di adempimento collaborativo trova il proprio fondamento nell’articolo 3 del decreto legislativo n. 128 del 2015, nato con l’obiettivo di instaurare un rapporto di cooperazione stabile tra Amministrazione finanziaria e imprese. Negli ultimi anni tale istituto ha ricevuto un significativo impulso grazie alla legge delega n. 111 del 2023 sulla riforma fiscale, successivamente attuata attraverso i decreti legislativi n. 221 del 2023 e n. 108 del 2024, che hanno ampliato gli strumenti di compliance e rafforzato il sistema di gestione del rischio fiscale.

Tra le innovazioni di maggiore rilievo introdotte dalla riforma vi é il potenziamento del Tax Control Framework (TCF), il sistema interno attraverso il quale le imprese individuano, misurano, gestiscono e controllano i rischi fiscali. La normativa oggi impone ai soggetti che intendono aderire al regime collaborativo non soltanto l’adozione del TCF, ma anche la sua certificazione, prevedendo inoltre la mappatura obbligatoria dei rischi derivanti dall’applicazione dei principi contabili.

Per garantire uniformità operativa, il legislatore ha affidato all’Agenzia delle Entrate il compito di predisporre specifiche linee guida destinate ad accompagnare le imprese nella costruzione e nell’aggiornamento del sistema di controllo fiscale. A tale scopo, nel 2024 é stato istituito un tavolo tecnico composto da rappresentanti dell’Agenzia delle Entrate e dell’Organismo Italiano di Contabilità (OIC), incaricato di approfondire le principali casistiche contabili suscettibili di generare rischi fiscali e di predisporre documenti tecnici da allegare progressivamente alle linee guida.

Le prime linee guida sono state approvate nel gennaio 2025 e successivamente integrate con ulteriori provvedimenti emanati nell’agosto 2025 e nel gennaio 2026 affrontando diversi temi di particolare complessità, tra i quali il trattamento fiscale dei commodity swap, il diritto di superficie, i prestiti obbligazionari convertibili a tasso zero, le operazioni di Business Combination Under Common Control e i piani di stock option per le imprese che applicano i principi contabili nazionali.

L’Agenzia delle Entrate ha ulteriormente rafforzato il quadro operativo del regime di adempimento collaborativo attraverso il Provvedimento n. 200904 del 6 luglio 2026, con il quale sono state approvate nuove istruzioni dedicate alla mappatura dei rischi fiscali connessi ai principi contabili adottati dalle imprese. Il provvedimento rappresenta un ulteriore tassello del percorso di modernizzazione del rapporto tra Fisco e contribuenti, orientato a favorire trasparenza, prevenzione delle controversie e maggiore certezza nell’applicazione della normativa tributaria.

Con il nuovo provvedimento del 6 luglio 2026 il quadro viene ulteriormente ampliato attraverso due nuove fattispecie considerate particolarmente rilevanti. La prima riguarda il trattamento contabile delle criptovalute, tema di crescente interesse sia per la diffusione di tali strumenti sia per le implicazioni fiscali derivanti dalla loro contabilizzazione. La seconda concerne il trattamento contabile del diritto d’uso esclusivo di un’infrastruttura, fattispecie che coinvolge numerosi settori caratterizzati da investimenti infrastrutturali e rapporti concessori.

L’Agenzia delle Entrate introduce inoltre una significativa semplificazione procedurale. Le future integrazioni delle linee guida non richiederanno più necessariamente l’adozione di un nuovo provvedimento formale, ma potranno essere rese immediatamente disponibili mediante la pubblicazione della versione aggiornata della documentazione nell’apposita sezione del sito istituzionale dedicata al regime di adempimento collaborativo. Tale soluzione consentirà un aggiornamento più rapido delle istruzioni operative, garantendo alle imprese un accesso tempestivo agli orientamenti interpretativi elaborati dal tavolo tecnico.

L’intervento conferma come il regime di adempimento collaborativo stia assumendo un ruolo sempre più centrale nel nuovo modello di rapporto tra contribuente e Amministrazione finanziaria. La prevenzione del rischio fiscale attraverso sistemi di controllo strutturati consente infatti di ridurre il contenzioso e di aumentare la certezza del diritto, favorendo un clima di maggiore fiducia tra imprese e Fisco.

Sul tema della compliance fiscale e delle recenti riforme dell’Amministrazione finanziaria si rinvia anche agli approfondimenti già pubblicati su Studio Multiservizi, dedicati all’evoluzione della cooperazione amministrativa in materia fiscale e ai nuovi strumenti introdotti dalla riforma tributaria, che evidenziano come il processo di digitalizzazione e di dialogo preventivo rappresenti uno dei cardini dell’attuale sistema fiscale.

Il provvedimento conferma inoltre la volontà del Governo di proseguire nel percorso di modernizzazione del sistema tributario italiano, privilegiando strumenti che incentivano la collaborazione preventiva rispetto al contenzioso. Una linea d’azione che, attraverso regole più chiare, procedure più efficienti e un costante aggiornamento tecnico, contribuisce a rendere il sistema fiscale più prevedibile, competitivo e favorevole agli investimenti, rafforzando il rapporto di fiducia tra Stato e contribuenti.