Legge “palestre aperte” pubblicata in Gazzetta Ufficiale

| 18/05/2026

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge 7 aprile 2026, n. 53 rappresenta una svolta concreta per il mondo sportivo dilettantistico italiano e segna uno dei più importanti interventi normativi degli ultimi anni sul rapporto tra scuole, enti locali e associazionismo sportivo. Il provvedimento, fortemente sostenuto dall’attuale Governo guidato da Giorgia Meloni, introduce finalmente regole uniformi e certe su un tema che per decenni é stato lasciato alla discrezionalità dei singoli istituti scolastici e delle amministrazioni locali.

Per ASD e SSD cambia radicalmente l’approccio all’utilizzo delle palestre scolastiche infatti non si tratterà più di concessioni occasionali ottenute come assegnazione di favore, ma di una disciplina nazionale che riconosce il valore sociale dello sport dilettantistico e la necessità di utilizzare pienamente strutture pubbliche spesso rimaste inutilizzate per molte ore della giornata. La norma modifica infatti sia il Testo Unico della scuola sia il decreto legislativo sullo sport, introducendo convenzioni dirette con Comuni e Province per l’utilizzo degli impianti sportivi scolastici fuori dall’orario delle lezioni.

Uno degli aspetti più innovativi riguarda proprio il superamento dei veti immotivati da parte delle scuole. In passato bastava spesso una mancata autorizzazione del dirigente scolastico o del consiglio d’istituto per impedire qualsiasi attività pomeridiana o serale. Con la nuova disciplina, invece, il ruolo centrale viene attribuito agli enti locali proprietari delle strutture. Le scuole mantengono ovviamente priorità assoluta per le attività didattiche e per il Piano Triennale dell’Offerta Formativa, ma possono opporsi all’utilizzo extrascolastico solo in presenza di motivate esigenze organizzative o didattiche.

La legge affronta anche una delle criticità storiche denunciate dalle associazioni sportive: la chiusura estiva delle palestre scolastiche. Il nuovo comma introdotto nell’articolo 96 del Testo Unico della scuola prevede infatti espressamente che l’utilizzo possa avvenire anche “nel periodo che intercorre tra la fine e l’inizio delle lezioni dell’anno scolastico”. Una previsione che potrà favorire centri estivi, summer camp, preparazioni atletiche e attività sportive giovanili durante mesi nei quali molte strutture pubbliche restavano inspiegabilmente inutilizzate.

Molto importante anche il chiarimento sulle attività consentite. Per anni numerose convenzioni comunali hanno limitato l’utilizzo delle palestre scolastiche alle sole attività motorie o agli allenamenti di base, vietando lo svolgimento di gare ufficiali federali. La nuova normativa supera definitivamente questa impostazione specificando che gli impianti possono essere utilizzati “anche ai fini dello svolgimento delle sedute di allenamento e delle gare ufficiali”. Una precisazione fondamentale per centinaia di società dilettantistiche che faticano a reperire spazi omologati per i campionati federali.

Di particolare interesse strategico per ASD e SSD é poi la possibilità di presentare progetti di rigenerazione, riqualificazione o ammodernamento degli impianti sportivi scolastici. La legge introduce infatti un modello innovativo che consente alle associazioni sportive senza fini di lucro di effettuare investimenti sulle strutture ottenendo in cambio l’uso gratuito dell’impianto per un periodo proporzionato al valore degli interventi eseguiti. Si apre quindi la strada a partenariati virtuosi tra enti locali e sport dilettantistico per migliorare strutture spesso obsolete senza gravare direttamente sulla finanza pubblica.

Resta naturalmente fermo l’obbligo per le associazioni concessionarie di garantire gestione, pulizia, custodia e piena funzionalità degli impianti al termine dell’utilizzo. Un aspetto che responsabilizza il mondo sportivo ma che allo stesso tempo valorizza le realtà associative serie e strutturate che da anni suppliscono alle carenze organizzative di molte amministrazioni locali.

La riforma si inserisce nel più ampio percorso di valorizzazione dello sport di base avviato negli ultimi anni dall’attuale Governo, che ha progressivamente rafforzato il ruolo sociale delle associazioni sportive dilettantistiche, riconoscendo finalmente la funzione educativa, aggregativa e sanitaria svolta quotidianamente sul territorio. In molte realtà italiane le ASD rappresentano infatti un presidio sociale essenziale, soprattutto nelle periferie e nei piccoli comuni, e l’accesso stabile agli impianti scolastici potrà contribuire ad ampliare ulteriormente l’offerta sportiva rivolta ai giovani.

Per le associazioni sportive il momento é particolarmente importante perché la programmazione della stagione 2026/2027 dovrà necessariamente partire fin da subito con interlocuzioni dirette con gli Uffici Sport comunali e provinciali. Chi riuscirà a presentare rapidamente manifestazioni di interesse, progetti organizzativi e proposte di riqualificazione potrà trovarsi in posizione privilegiata nell’assegnazione degli spazi disponibili.