Società di comodo 2026

| 19/01/2026

Nel lontano 1994 con la Legge 724 del 23 dicembre venne per la prima volta introdotta la disciplina delle società di comodo. Sono queste società formalmente costituite ma prive di una reale operatività economica, utilizzate spesso per esigenze di mera gestione patrimoniale o per ottenere un trattamento fiscale più favorevole. La norma nasce per contrastare l’impiego strumentale della veste societaria, attribuendo ai soggetti non operativi una serie di presunzioni che li pongono in una situazione fiscale penalizzante rispetto alle imprese effettivamente operative. Con l’art. 30 della Legge n. 724/1994, all’epoca ed ancora oggi una società si considera non operativa quando i ricavi effettivi realizzati risultano inferiori a un importo presunto calcolato mediante l’applicazione di specifici coefficienti a determinate voci patrimoniali. Questa presunzione legale comporta per il contribuente non solo la qualificazione come società di comodo, ma anche una serie di conseguenze fiscali, tra cui l’imputazione di un reddito minimo presunto ai fini delle imposte sui redditi e l’applicazione di una base imponibile minima ai fini IRAP. Nel 1996 la Legge n. 662/1996 ampliò l’ambito applicativo, collegando in modo più stringente il concetto di reddito presunto alla consistenza patrimoniale delle società e poi con il D.L. 223/2006 e le norme finanziarie degli anni successivi hanno ulteriormente affinato i parametri e gli effetti della disciplina, fino a includere anche l’ipotesi di società in perdita sistematica, inizialmente con criteri temporali più brevi e poi estesi dal D.Lgs. n. 175/2014.

Veniamo quindi ai giorni nostri ovvero alla imminente Dichiarazione Annuale IVA 2026 relativa al 2025. Nelle versioni precedenti del modello, la segnalazione avveniva attraverso una pluralità di codici, differenziati in base alla continuità temporale della condizione (ad esempio società non operative nell’anno di riferimento, nei due periodi precedenti, oppure per tre esercizi consecutivi con assenza di operazioni rilevanti ai fini IVA). La corretta compilazione del rigo VA15 ha sempre richiesto particolare attenzione, poiché il codice indicato poteva incidere in modo rilevante sulla sorte del credito IVA risultante dalla dichiarazione. In funzione della casistica selezionata, il credito poteva subire limitazioni nell’utilizzo in compensazione verticale o, nei casi piú penalizzanti, risultare inutilizzabile o non rimborsabile. Nella nuova versione 2026 troviamo infatti il rigo VA15 destinato ad indicare la presenza di situazioni riconducibili allo status di società di comodo.

Le innovazioni introdotte si inseriscono in un contesto normativo e interpretativo ormai evoluto poiché, dal 2019 con l’introduzione della fattura elettronica, le liquidazioni periodiche e la stessa dichiarazione IVA, tendono sempre più a rappresentare il miglior strumento di rilevazione oggettiva dei dati, rinviando alle successive attività di controllo dell’Amministrazione finanziaria la verifica sostanziale dell’effettiva operatività delle società e della spettanza dei diritti alla detrazione o perfino alle richieste di rimborso dell’imposta.

La Dichiarazione Annuale IVA 2026 relativa al 2025, introduce importanti interventi di semplificazione in materia di società di comodo; in particolare:

  • Anche nell’ambito della liquidazione IVA di gruppo vengono eliminate alcune informazioni riferite alle eccedenze di credito trasferite da società non operative, in linea con l’impostazione semplificata del nuovo modello;
  • Il rigo VA15 viene ridotto all’essenziale, prevedendo esclusivamente la barratura di una casella per indicare lo status di società di comodo, senza ulteriori distinzioni legate alla durata della condizione;
  • Nel rigo VX4 viene soppressa l’indicazione relativa all’operatività, con l’obiettivo di alleggerire il quadro dichiarativo e ridurre gli elementi di autodichiarazione.