RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti) facciamo chiarezza!
Dott. Alessio Pistone | 05/02/2026
Il RENTRI, acronimo di Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti, é il nuovo sistema informatico con cui il Ministero dell’Ambiente intende digitalizzare la gestione dei rifiuti. L’obiettivo non é introdurre nuovi adempimenti, ma trasformare in digitale obblighi che già esistono da anni, come i registri di carico e scarico e i formulari di trasporto. Negli ultimi mesi molti imprenditori, artigiani e piccoli professionisti si stanno imbattendo sempre più spesso nella parola RENTRI, spesso accompagnata da titoli allarmanti e da date che sembrano contraddirsi: c’è chi parla del 13 febbraio 2025, chi del 13 febbraio 2026. Il risultato é prevedibile: confusione, telefonate allo studio e la sensazione di “essere già in ritardo”. In realtà, le date sono entrambe corrette, ma si riferiscono a obblighi diversi. Vediamo perché.
Il primo punto da chiarire é che non tutti sono obbligati ai registri rifiuti. Chi produce esclusivamente rifiuti non pericolosi, come molte micro-attività artigiane o alcuni esercizi di servizio, spesso non ha alcun obbligo di registrazione. Al contrario, chi produce rifiuti pericolosi é già oggi tenuto a compilare il registro, indipendentemente dalle dimensioni dell’impresa. Ed é qui che entra in gioco la prima data che ricorre spesso online: 13 febbraio 2025. Questa data non segna l’obbligo generalizzato di iscrizione al RENTRI, come talvolta si legge, ma rappresenta il momento in cui entrano in vigore i nuovi modelli ufficiali di registro di carico e scarico e di formulario di identificazione dei rifiuti. Da quel giorno i vecchi modelli non saranno più utilizzabili.
Questo significa che chi sia già obbligato a tenere registri e formulari dovrà farlo utilizzando i nuovi modelli previsti dalla normativa. Tuttavia, per molti soggetti — in particolare le piccole imprese — questo potrà avvenire ancora in modalità non completamente digitale, fino a quando non scatterà l’obbligo di iscrizione vera e propria alla piattaforma RENTRI. Ed é qui che entra in scena la seconda data, quella che genera il maggior numero di dubbi: 13 febbraio 2026. Questa data rappresenta il termine ultimo per l’iscrizione al RENTRI per l’ultima categoria di soggetti obbligati, cioè le micro-imprese e i piccoli produttori di rifiuti pericolosi. In altre parole, chi ha dimensioni ridotte e produce rifiuti pericolosi non deve iscriversi subito, ma avrà tempo fino a febbraio 2026.
Ecco perché molti siti parlano del 2026 e non stanno sbagliando, stanno semplicemente riferendosi alla scadenza finale dell’entrata in vigore graduale del sistema. Il 2025 segna l’avvio operativo dei nuovi strumenti; il 2026 chiude il periodo transitorio per i soggetti più piccoli.
Un esempio pratico aiuta a chiarire meglio. Un parrucchiere che deve smaltire solo capelli e rifiuti assimilabili agli urbani non rientra né negli obblighi di registro né, di conseguenza, nel RENTRI. Un parrucchiere che invece smaltisce residui di prodotti chimici classificati come pericolosi é già oggi soggetto alla tenuta del registro rifiuti e dovrà iscriversi al RENTRI, ma non prima della finestra prevista per le micro-imprese, cioè entro il 13 febbraio 2026.
La sensazione di caos nasce quindi dal fatto che si tende a parlare di “RENTRI” come se fosse un unico evento con un’unica scadenza. In realtà si tratta di un processo graduale, che distingue tra adozione dei nuovi modelli, digitalizzazione e iscrizione alla piattaforma.
Il consiglio, come sempre, é quello di evitare corse inutili e di partire da una domanda molto semplice: produco rifiuti pericolosi? Se la risposta é “no”, il RENTRI potrebbe non riguardarmi affatto. Se la risposta fosse “sì”, allora vale la pena verificare con attenzione quando e come adeguarsi, senza anticipare obblighi che non sono ancora richiesti.