Assunzione degli under 35 in totale esenzione contributiva

| 26/03/2026

Il bonus giovani si rivolge ai datori di lavoro privati che procedono alla assunzione di soggetti con meno di 35 anni e che non risultano mai occupati a tempo indeterminato. Con l’estensione dei termini fino al 30 aprile 2026, si introduce di fatto un doppio regime, distinguendo tra le assunzioni effettuate entro il 2025 e quelle realizzate successivamente.

L’anno scorso con il testo del Decreto Legge 200 del 1° dicembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale e coordinato con la Legge di conversione 26 del 27 febbraio 2026 recante disposizioni urgenti in materia di termini normativi, il Governo é intervenuto nuovamente sul tema degli incentivi all’occupazione, confermando la proroga delle misure già previste dal Decreto Coesione 2024. Quest’ultimo, convertito in legge nel luglio 2024, ha introdotto non solo strumenti di sostegno per le imprese, ma anche nuove regole e interventi sul piano organizzativo, tra cui il rafforzamento delle strutture del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per garantire una più efficace attuazione dei progetti legati al PNRR, con uno stanziamento crescente a partire dal 2025. La proroga degli incentivi rappresenta ancora oggi un importante strumento per favorire l’ingresso stabile dei giovani nel mercato del lavoro, ma si accompagna a condizioni più articolate, soprattutto per quanto riguarda il requisito dell’incremento occupazionale.

Per le assunzioni concluse entro il 2025, l’esonero contributivo rimane pari al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, senza richiedere ulteriori condizioni legate alla struttura dell’organico aziendale. Diversamente, per le assunzioni effettuate dal 1° gennaio 2026 al 30 aprile 2026, il legislatore introduce criteri più stringenti ovvero l’esonero resta al 100% solo in presenza di un incremento occupazionale netto, mentre si riduce al 70% in assenza di tale requisito.

Questo nuovo impianto introduce un meccanismo premiale volto a incentivare le imprese che determinano un effettivo aumento del numero complessivo dei dipendenti, limitando al contempo possibili comportamenti elusivi e collegando il beneficio a una reale crescita occupazionale. L’incremento occupazionale netto diventa quindi elemento centrale per accedere al massimo livello di agevolazione. Il calcolo si basa sul confronto tra il numero di lavoratori occupati mensilmente e la media degli occupati nei dodici mesi precedenti, con la differenza tra i due valori che determina l’effettivo incremento. Ai fini del computo, non si considerano le diminuzioni di personale intervenute in società collegate o controllate, mentre per i lavoratori part-time si applica un criterio proporzionale rispetto all’orario di lavoro a tempo pieno.

L’esonero contributivo resta comunque soggetto a limiti economici mensili per ciascun lavoratore. In questo ambito si conferma una differenziazione territoriale poiché per le assunzioni ordinarie il tetto é fissato a 500 euro mensili, mentre per le assunzioni effettuate in specifiche aree agevolate il limite sale a 650 euro. Le regioni che beneficiano della maggiorazione comprendono Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria, con queste ultime due introdotte tra le novità del 2026. Anche in tali casi, il riconoscimento dell’importo massimo é subordinato alla verifica dell’incremento occupazionale netto.

Per accedere all’agevolazione, i datori di lavoro devono rispettare condizioni già consolidate nell’ambito degli incentivi, tra cui la regolarità contributiva attestata dal DURC, il rispetto della normativa in materia di lavoro e sicurezza e il rispetto dei limiti di spesa previsti, ora ampliati dalla nuova disciplina. Si aggiunge inoltre una novità, non ancora operativa ma prevista dal 1° aprile, relativa all’obbligo di pubblicazione delle posizioni vacanti sul portale SIISL, per la quale si attendono le indicazioni attuative del Ministero.

Resta infine centrale il tema dell’autorizzazione della Commissione europea, necessaria soprattutto per le misure caratterizzate da una maggiore intensità di aiuto, con la conseguenza che alcune componenti dell’incentivo potrebbero diventare operative solo a seguito del via libera comunitario.

Per quanto riguarda gli aspetti operativi, in particolare le modalità di presentazione delle domande e il monitoraggio dei vincoli finanziari, si resta in attesa delle istruzioni aggiornate da parte dell’INPS, che dovranno coordinarsi con le indicazioni già fornite nelle precedenti circolari emanate nel corso del 2025.