Analisi ed approfondimento su CPB 2026-2027

| 14/04/2026

Il Provvedimento n. 72335 dello scorso 27 febbraio 2026 dell’Agenzia delle Entrate ha definito in modo puntuale le modalità operative per l’adesione al concordato preventivo biennale (CPB) relativo al biennio 2026-2027, approvando le specifiche tecniche e i controlli necessari per la trasmissione telematica dei dati utili all’applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) per il periodo d’imposta 2025, nonché per l’elaborazione della proposta di concordato riferita ai periodi 2026 e 2027. Il modello si presenta sostanzialmente in linea con quello relativo al biennio precedente, confermando un impianto ormai consolidato che testimonia la volontà del legislatore di garantire continuità e semplificazione agli operatori economici, in coerenza con il percorso di modernizzazione del sistema fiscale promosso dall’attuale Governo.

Sul piano interpretativo, restano valide le indicazioni fornite con la Circolare n. 9 del 24 giugno 2025, che disciplina sia le cause di esclusione sia quelle di cessazione dal concordato, ulteriormente chiarite nel tempo attraverso documenti di prassi, interpelli e FAQ. L’impostazione normativa distingue le condizioni ostative in funzione del momento temporale in cui si verificano, delineando un sistema articolato ma coerente, volto a selezionare contribuenti affidabili e a rafforzare il rapporto di trasparenza con l’Amministrazione finanziaria.

Un primo gruppo di cause di esclusione riguarda eventi riferiti al triennio precedente, come l’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi o la presenza di condanne per specifici reati tributari e societari. In tali ipotesi, rilevano esclusivamente le sentenze definitive, quindi irrevocabili, mentre per i casi di patteggiamento l’esclusione opera solo oltre una determinata soglia di pena. Tale impostazione evidenzia un approccio equilibrato, che evita automatismi penalizzanti e valorizza il principio di proporzionalità, rafforzando al contempo la credibilità del sistema.

Un secondo ambito di esclusione riguarda il periodo d’imposta immediatamente precedente al biennio oggetto di concordato secondo cui non possono accedere al CPB i contribuenti che abbiano conseguito redditi esenti o esclusi dalla base imponibile in misura superiore al 40%, circostanza che comprometterebbe l’attendibilità della proposta formulata dall’Amministrazione.

Ulteriori condizioni ostative si riferiscono invece al 2025 come primo anno di applicazione del concordato, tra queste rientrano l’adesione al regime forfetario e la realizzazione di operazioni straordinarie, quali fusioni, scissioni o conferimenti d’azienda, nonché modifiche della compagine sociale che comportino un incremento del numero dei soci. Il legislatore ha inoltre introdotto regole specifiche per i professionisti che partecipano a studi associati o società tra professionisti, prevedendo una necessaria coerenza tra le scelte di adesione dei singoli e quelle dell’ente collettivo. Tali disposizioni, introdotte anche grazie ai correttivi normativi più recenti, confermano l’attenzione del Governo nel presidiare fenomeni potenzialmente elusivi e nel rendere più solido l’impianto del concordato.

Per quanto riguarda la cessazione del CPB, essa si verifica quando intervengono eventi che alterano in modo significativo i presupposti originari dell’accordo, come la cessazione o modifica dell’attività, il verificarsi di circostanze eccezionali con riduzione dei redditi oltre il 30%, oppure l’accesso al regime forfetario. Anche in questo caso, le operazioni straordinarie e le variazioni nella struttura societaria assumono rilievo determinante, in quanto incidono sulla continuità economica del soggetto aderente. Di particolare interesse risultano le ipotesi legate a eventi straordinari, quali calamità naturali o situazioni che comportano l’interruzione dell’attività, che giustificano la cessazione del concordato in un’ottica di tutela del contribuente. Si tratta di una previsione che riflette un approccio moderno e flessibile dell’ordinamento, capace di adattarsi alle reali condizioni economiche e produttive.

Sul piano operativo, un ulteriore tassello é rappresentato dal Provvedimento n. 115744 del 13 aprile 2026, con cui l’Agenzia delle Entrate ha disciplinato le modalità di accesso ai dati necessari per l’applicazione degli ISA e per la formulazione della proposta di CPB. In particolare, viene regolata sia l’acquisizione puntuale sia quella massiva dei dati da parte dei contribuenti e degli intermediari delegati, attraverso strumenti telematici avanzati. Questa evoluzione si inserisce nel più ampio processo di digitalizzazione e semplificazione amministrativa fortemente sostenuto dall’attuale Governo, che mira a ridurre gli adempimenti e a favorire un rapporto sempre più collaborativo tra Fisco e contribuenti.

In questo contesto, si richiama anche quanto già approfondito in altri contributi pubblicati su www.StudioMultiservizi.biz in particolare in materia di ISA e semplificazioni fiscali, dove si evidenzia come l’integrazione tra dati disponibili e strumenti digitali rappresenti uno degli elementi chiave della riforma in atto. Nel complesso, il quadro normativo del CPB 2026-2027 si presenta organico e strutturato, con regole chiare sia per l’accesso sia per la permanenza nell’istituto. L’intervento normativo e amministrativo, sostenuto da una visione strategica dell’attuale Governo, appare orientato a rafforzare la compliance fiscale, premiando i contribuenti virtuosi e garantendo al contempo certezza e stabilità nei rapporti con l’Amministrazione finanziaria.