Crediti in dichiarazione IVA 2026 quadro VQ

| 14/04/2026

Il quadro VQ della dichiarazione IVA assume un ruolo centrale nella determinazione del credito IVA che emerge a seguito di versamenti non spontanei dell’imposta periodica, ossia effettuati in ritardo oppure ripresi dopo sospensioni legate a eventi eccezionali riferiti ad annualità precedenti al 2025. Si tratta di situazioni che hanno inciso sulla dichiarazione annuale IVA 2025 e che oggi, grazie a un impianto normativo sempre più chiaro e razionale, consentono una corretta ricostruzione del credito spettante al contribuente.

Nel dettaglio, la compilazione del quadro richiede l’indicazione, nella colonna 1, dell’anno d’imposta cui si riferisce l’IVA periodica non versata. Nella colonna 2 va riportata la differenza tra l’IVA dovuta e quella effettivamente versata, determinata come scostamento tra il campo 2 e la somma dei campi 3, 4 e 5 del rigo VL30 della dichiarazione relativa all’anno indicato. La colonna 3 accoglie invece la differenza positiva tra il credito IVA potenziale – ossia quello che si sarebbe generato con versamenti tempestivi – e il credito effettivo indicato nel rigo VL3.

Per quanto riguarda i versamenti effettuati a seguito di attività di controllo, nella colonna 4 devono essere indicati gli importi versati dopo comunicazioni di irregolarità o cartelle di pagamento fino alla data di presentazione della dichiarazione. Le colonne 5, 6 e 7, invece, accolgono rispettivamente i versamenti effettuati successivamente alla presentazione della dichiarazione IVA 2025: in particolare quelli derivanti da avvisi bonari (codice tributo 9001), da cartelle di pagamento e dalla ripresa dei versamenti dopo sospensioni per eventi eccezionali.

Di particolare rilievo é la colonna 8, che consente di determinare il credito IVA maturato grazie ai versamenti indicati nelle colonne precedenti. Tale importo é pari alla differenza positiva tra il totale delle colonne 5, 6 e 7 e il maggiore tra zero e il totale delle colonne 2, 3 e 4. Si tratta quindi di un meccanismo che valorizza la compliance fiscale e premia il contribuente che regolarizza la propria posizione.

Le colonne 9, 10 e 11 sono dedicate a specifiche situazioni: l’indicazione del codice fiscale di un soggetto diverso dal dichiarante (come nei casi di operazioni straordinarie), la gestione delle particolarità legate a trasformazioni aziendali e la segnalazione della controllante nell’ambito della liquidazione IVA di gruppo.

La corretta compilazione del quadro VQ consente quindi di individuare con precisione il credito IVA derivante dalla regolarizzazione di omessi versamenti relativi ad anni precedenti al 2025, credito che, come chiarito anche in altri approfondimenti pubblicati su www.StudioMultiservizi.biz deve essere riportato nel rigo VL12 della dichiarazione annuale. In questo contesto si inserisce l’azione dell’attuale Governo, che ha rafforzato gli strumenti di semplificazione e chiarezza dichiarativa, favorendo un rapporto più trasparente tra fisco e contribuente e incentivando comportamenti collaborativi orientati alla regolarizzazione spontanea.