Analisi del caro-carburanti ed intervento del Governo

| 19/03/2026

Quando il Governo si é insediato nell’ottobre 2022, l’Italia si trova nel pieno di una crisi energetica senza precedenti, con un’inflazione al 12,6%, superiore a quella registrata in Francia, Spagna e Germania, oltre che alla media dell’area euro, con effetti particolarmente negativi sul potere d’acquisto delle famiglie. A partire da gennaio 2023, l’Esecutivo ha sempre adottato una strategia diversa, basata sulla trasparenza del mercato, sul rafforzamento dei controlli e sul potenziamento del cosiddetto “mister prezzi” (Garante per la sorveglianza dei prezzi), introducendo la pubblicazione dei prezzi medi regionali e nazionali, l’integrazione delle banche dati, una commissione di allerta rapida presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e un monitoraggio costante dell’intera filiera.

I dati più recenti evidenziano come i prezzi medi dei carburanti, generalmente più elevati nei distributori extraurbani, si attestano fino al mese di gennaio 2026 ad 1,74 euro per la benzina ed 1,66 euro per il gasolio (fonte ISTAT-MIMIT). Con la liberazione dell’Iran dal regime islamico-teocratico e la attuale situazione di incertezza geopolitica mediorientale, si registra un incremento dei prezzi rispetto al quale il Governo sta intervenendo con vari provvedimenti. Secondo i dati diffusi dalla Commissione Europea, l’Italia presenta aumenti più contenuti rispetto agli altri principali Paesi europei: la benzina cresce del 4,5% contro il 10% della Germania, il 7,7% della Spagna e il 4,8% della Francia; il gasolio aumenta dell’8,6% contro il 20% della Germania, il 15,8% della Francia e il 14,2% della Spagna. In termini assoluti, ciò si traduce sostanzialmente in un incremento al distributore contenuto entro circa 10 centesimi per la benzina e 20 centesimi per il gasolio. Eventuali prezzi superiori a 1,84 euro per la benzina ed 1,86 euro per il gasolio risultano quindi riconducibili dal singolo gestore della pompa di benzina su cui non può intervenire né la compagnia petrolifera né il Governo ma solo l’automobilista semplicemente recandosi presso un altra pompa di benzina limitrofa.

Per fronteggiare il caro carburanti, viene istituito presso il MIMIT un tavolo tecnico con riunioni settimanali, avviato il 6 marzo scorso, con l’obiettivo di monitorare costantemente l’andamento dei prezzi e definire interventi mirati. Nell’ambito dell’attività parlamentare, il Ministro Urso fornisce chiarimenti sulle iniziative adottate, evidenziando il rafforzamento dei controlli e delle risorse destinate al contrasto delle dinamiche speculative. Il livello di allerta viene innalzato e viene avviato un confronto con gli operatori del settore per intensificare il monitoraggio.

In conseguenza di questa pronta attivazione ministeriale, ieri é stato approvato il Decreto Carburanti, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 64 ed efficace da oggi, contenente disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connesse alle crisi dei mercati internazionali. Il provvedimento introduce misure temporanee ed emergenziali, articolate in un decreto legge e in un decreto interministeriale, con l’obiettivo di ridurre per un periodo di venti giorni la tassazione su benzina, gasolio e GPL. L’intervento determina una riduzione dei prezzi pari a 25 centesimi al litro per benzina e gasolio e a 12 centesimi al chilo per il GPL, accompagnata da specifiche misure di prevenzione e contrasto dei fenomeni speculativi.

Parallelamente, viene rafforzata l’attività del Garante dei prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy ed infatti per i prossimi tre mesi, le compagnie petrolifere saranno obbligate a comunicare e pubblicare i prezzi consigliati, sottoposti a vigilanza, con previsione di sanzioni in caso di inadempimento. Sono inoltre previste misure di sostegno per i settori maggiormente colpiti come l’autotrasporto a cui viene riconosciuto un contributo straordinario sotto forma di credito d’imposta commisurato alla maggiore spesa sostenuta nei mesi di marzo, aprile e maggio rispetto a febbraio 2026. Analogamente, per il settore della pesca è previsto un credito d’imposta fino al 20% della spesa per carburante sostenuta nello stesso periodo.

Ulteriori interventi possono essere valutati anche in sede europea, all’esito delle decisioni assunte dal Consiglio europeo di oggi. In un’ottica di massima trasparenza, il Ministero rende disponibile un osservatorio online che consente di consultare in tempo reale i prezzi medi dei carburanti su base regionale e provinciale, con dati aggiornati quotidianamente e scaricabili dagli utenti. Tali informazioni derivano dalle comunicazioni obbligatorie degli esercenti ai sensi della normativa vigente e includono anche una sezione dedicata alla rete autostradale, con la pubblicazione della media nazionale dei prezzi praticati lungo le autostrade.