Dichiarazione dei redditi 2025 relativa all’anno 2024 entro il 29 gennaio 2026

| 15/01/2026

Il termine per l’invio della dichiarazione dei redditi 2025 relativa all’anno 2024 é scaduta lo scorso 31 ottobre 2025. tuttavia il contribuente dispone comunque di un’ulteriore finestra temporale per adempiere, presentando la dichiarazione dei redditi entro i successivi 90 giorni, con l’applicazione di una piccola sanzione di importo davvero contenuto. Infatti, la dichiarazione può essere trasmessa in forma tardiva entro il 29 gennaio. In tale ipotesi, la violazione é punita con una sanzione minima pari a 25 euro.

La base normativa di riferimento é rappresentata dall’art. 2, comma 7, del D.P.R. n. 322/1998, il quale stabilisce che le dichiarazioni inviate entro novanta giorni dalla scadenza sono considerate valide, ferma restando l’applicazione delle sanzioni amministrative per il ritardo. Le istruzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 42/E del 2016 chiariscono che, entro il 29 gennaio, il contribuente deve adempiere a una serie di obblighi, tra cui:

  • Presentare il modello Redditi 2024;
  • Versare la sanzione di 25 euro per la tardiva presentazione;
  • Corrispondere le imposte dovute, unitamente agli interessi legali;
  • Regolarizzare, mediante ravvedimento, le sanzioni relative all’omesso o insufficiente versamento del saldo e degli eventuali acconti, secondo quanto previsto dall’art. 13 del D.Lgs. n. 471/1997.

Diversa é la disciplina applicabile alle dichiarazioni presentate oltre il limite dei 90 giorni su cui é intervenuto il D.Lgs. n. 87/2024, che ha modificato in modo significativo il sistema sanzionatorio previsto dal D.Lgs. n. 471/1997. Alla luce delle nuove disposizioni, l’omessa presentazione della dichiarazione comporta una sanzione pari al 120% dell’imposta non versata. Tuttavia, il cosiddetto “Dlgs Sanzioni” ha introdotto un’importante attenuazione: se il contribuente presenta spontaneamente la dichiarazione omessa dopo il novantesimo giorno e comunque entro il 31 dicembre del quinto anno successivo, prima di qualsiasi attività di controllo, la sanzione é ridotta al 75%. Qualora, invece, l’omissione dichiarativa non comporti imposte dovute, la sanzione amministrativa varia da un minimo di 250 euro a un massimo di 1.000 euro, con possibilità di raddoppio nei confronti dei soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili.