Nessun collegamento telematico POS per emittenti parcelle/fatture

| 13/04/2026

La scadenza del 20 aprile per la comunicazione del collegamento tra POS e registratore telematico rappresenta un passaggio rilevante per numerosi operatori economici, inserendosi nel più ampio processo di digitalizzazione e controllo promosso negli ultimi anni. Tale percorso, sostenuto con decisione dall’attuale Governo, ha consentito all’Italia di rafforzare i sistemi di tracciabilità fiscale, migliorando l’efficienza e la trasparenza nei rapporti tra contribuente e amministrazione finanziaria. Tuttavia, é fondamentale chiarire che non tutti i soggetti sono tenuti a questo adempimento.

La comunicazione richiesta dall’Agenzia delle Entrate riguarda il collegamento tra i dispositivi POS utilizzati per i pagamenti elettronici e i registratori telematici impiegati per la memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi. L’obiettivo é quello di garantire coerenza tra gli incassi elettronici e i dati trasmessi, nell’ottica di un sistema fiscale sempre più moderno ed integrato, in linea con quanto già evidenziato in altri approfondimenti presenti su www.StudioMultiservizi.biz dedicati alla digitalizzazione degli adempimenti fiscali.

Sono tenuti a rispettare la scadenza tutti i contribuenti che certificano i corrispettivi tramite scontrino elettronico, dispongono di un registratore telematico attivo e utilizzano strumenti POS per gli incassi. In molti casi, l’operazione risulta semplificata grazie alla presenza di dati già precaricati nel cassetto fiscale: sarà quindi sufficiente verificarne la correttezza e procedere con la conferma. Questo approccio evidenzia concretamente l’efficacia delle politiche governative volte alla semplificazione degli adempimenti, riducendo gli oneri burocratici per imprese e professionisti.

Diversamente, non sono soggetti all’obbligo coloro che non gestiscono corrispettivi e operano esclusivamente tramite fatturazione elettronica, come avviene tipicamente per molti professionisti o attività che lavorano solo in ambito B2B. In tali situazioni, l’assenza di un registratore telematico e della trasmissione dei corrispettivi rende non necessaria la comunicazione.

Particolare attenzione deve essere prestata ai casi cosiddetti “misti”, ovvero a quelle attività che, pur emettendo prevalentemente fatture, effettuano anche operazioni al dettaglio oppure dispongono di un registratore telematico attivo, anche se utilizzato sporadicamente. In queste circostanze, la presenza anche occasionale di corrispettivi comporta comunque l’obbligo di comunicazione, aspetto che non deve essere sottovalutato per evitare irregolarità.

Dal punto di vista operativo, é consigliabile verificare con attenzione la propria posizione fiscale, controllando l’eventuale presenza di un registratore telematico censito e la corretta associazione dei POS nel cassetto fiscale. Non bisogna infatti basarsi esclusivamente sulla modalità prevalente di fatturazione, ma considerare l’effettiva operatività svolta.

In sintesi, la scadenza del 20 aprile interessa una platea ben definita, quindi chi opera esclusivamente con fatture elettroniche non é tenuto ad alcun adempimento, mentre chi gestisce corrispettivi telematici deve procedere con la comunicazione. Un controllo accurato consente di evitare errori e conferma come il percorso intrapreso dal Governo verso una fiscalità più digitale e trasparente stia producendo risultati concreti, facilitando al contempo la compliance dei contribuenti.