Nuove modalità di interpello da settembre 2018

| 08/08/2018

Con il provvedimento n. 185630 pubblicato ieri, il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha inaugurato l’operazione “trasparenza e pubblicità”, con l’obiettivo di portare a conoscenza dei contribuenti le soluzioni interpretative adottate con risposte a interpelli rese dalle strutture centrali dell’Agenzia nei casi in cui i quesiti vertano su fattispecie per le quali non sussistono precedenti di prassi o nei casi di incertezza e complessità, nel rispetto delle regole di riparto di competenze tra strutture regionali e centrali dell’Agenzia. Saranno quindi on line in una sezione dedicata del sito o sotto forma di risoluzioni o circolari in maniera anonima per garantire la riservatezza del contribuente.
La pubblicazione riguarderà le risposte a tutte le tipologie di interpello rilasciate a decorrere dal prossimo 1° settembre:
– interpello ordinario, probatorio, antiabuso e disapplicativo previsti dall’art. 11 della L. 212/2000;
– consulenza giuridica resa nei confronti di associazioni di categoria e altri enti;
– interpello sui nuovi investimenti di cui all’art. 2 del DLgs. 147/2015.
In tale ultimo caso, verrà pubblicata una sintesi delle posizioni interpretative rese alle istanze che abbiano interesse generale, come disposto dal comma 5 del richiamato art. 2.
Non saranno, invece, oggetto di pubblicazione le istanze di interpello per l’accesso al regime dei neo domiciliati presentate ai sensi dell’art. 24-bis del TUIR. Sul punto, il richiamato provvedimento dell’Agenzia ha precisato nelle motivazioni che la verifica della sussistenza delle condizioni per l’accesso a tale regime “configurerebbe ipotesi di violazione del diritto alla protezione dei dati personali”, essendo basata sul riscontro di elementi di fatto che attengono alla residenza di una persona fisica; inoltre, “la peculiare natura di tale interpello probatorio non consente, del resto, di individuare, quanto meno in maniera diretta, un principio di diritto, la cui pubblicazione possa essere di ausilio ai contribuenti”. Il provvedimento di ieri precisa che la pubblicazione avverrà sotto forma di circolare o di risoluzione nel caso in cui le risposte contengano “chiarimenti interpretativi del tutto nuovi, modifichino l’orientamento adottato in precedenti documenti di prassi amministrativa, garantiscano maggiore uniformità di comportamento” o “nei casi in cui un numero elevato di contribuenti abbia presentato istanze aventi ad oggetto la stessa questione o questioni analoghe fra loro, nei casi in cui il parere sia reso in relazione a norme di recente approvazione o per le quali non siano stati resi chiarimenti ufficiali, nei casi in cui siano segnalati comportamenti non uniformi da parte degli uffici, nonché in ogni altro caso in cui ritenga di interesse generale il chiarimento fornito” (art. 11 comma 6 dello Statuto del contribuente); e i documenti saranno pubblicati – così come già oggi – sul sito dell’Agenzia delle Entrate e nella banca dati di documentazione economica e finanziaria.
In tutti gli altri casi, le risposte agli interpelli e i documenti di sintesi delle posizioni interpretative rese in risposta agli interpelli sui nuovi investimenti saranno pubblicati in forma anonima in una sezione dedicata del sito. Verrà, ovviamente, garantita la riservatezza del contribuente, con la pubblicazione dei soli principi di diritto contenuti nelle risposte, omettendo qualsiasi riferimento anche alla fattispecie concreta, quando la pubblicazione “possa recare pregiudizio concreto ad un interesse pubblico o privato, considerato prevalente e relativo, tra l’altro, al mercato, alla concorrenza, al diritto alla protezione dei dati personali, alla proprietà intellettuale, al diritto d’autore e al segreto commerciale”.