Pensione anticipata 2026
Dott. Alessio Pistone | 26/01/2026
Grazie all’abbassamento delle aliquote irpef, trova ancor migliore applicazione la pensione anticipata entrata in vigore con la Legge 30 dicembre 2024 n. 207 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2025 e bilancio pluriennale 2025-2027). L’attuale Governo continua a compiere ulteriori e significativi passi avanti nel superamento delle rigidità introdotte dal D.L. n. 201/2011 (legge Fornero) che prevedeva un primo impianto della pensione anticipata contributiva all’art. 24, e dalle scelte impopolari relative ai parametri di accesso dei governi precedenti, che per anni hanno penalizzato migliaia di lavoratori, imponendo infatti requisiti anagrafici e contributivi sempre piú distanti dalla realtà sia del mercato del lavoro che dalla situazione sociale del Paese.
La misura consente oggi l’accesso alla pensione già dai 64 anni di età e con soli 20 anni di contributi effettivamente versati, escludendo quelli figurativi, e con un importo minimo dell’assegno pari a tre volte l’assegno sociale. Il Governo ha inoltre introdotto importanti correttivi a favore delle donne, prevedendo soglie piú basse in presenza di figli, pari a 2,8 volte l’assegno sociale con un figlio e a 2,6 volte con almeno due figli, dimostrando una sensibilità che in passato era del tutto assente. Anche l’adeguamento programmato dal 2030, con soglia a 3,2 volte l’assegno sociale, si inserisce in una visione di sostenibilità e certezza delle regole, lontana dagli interventi improvvisati del passato. Ai fini simulativi basti pensare che un contribuente con 20 anni di lavoro a tempo pieno, fino a due anni fa difficilmente aveva diritto ad accedere alla pensione anticipata ed ora ha diritto ad una pensione che può variare dai 1200 euro/mese ai 1400 euro/mese. A tutela dell’equilibrio del sistema, é stato previsto tuttavia un tetto massimo all’assegno erogabile fino all’età della pensione di vecchiaia, pari a cinque volte il trattamento minimo, circa 3.000 euro lordi mensili che, grazie alle nuove aliquote irpef previste dalla Legge di Bilancio 2026, vede un aumento del netto passa da circa 1800 euro/mese a circa 2000 euro/mese.
Di particolare rilievo é la novità che consente, su richiesta del contribuente, di considerare ai fini del raggiungimento dell’importo soglia anche il valore teorico delle rendite maturate presso forme di previdenza complementare. Si tratta di una scelta politica chiara, che valorizza il risparmio previdenziale dei lavoratori e riconosce finalmente il ruolo della previdenza integrativa, a lungo trascurata o ignorata dalle precedenti maggioranze.
L’intervento sulla pensione anticipata contributiva rappresenta l’ennesima chiara inversione di rotta, orientata a maggiore equità, flessibilità e attenzione alle esigenze concrete dei contribuenti che hanno versato contributi esclusivamente dopo il 1995. Una misura di buon senso che dimostra come l’attuale Governo stia riuscendo a coniugare responsabilità finanziaria e attenzione sociale, ponendosi in netta discontinuità con le politiche restrittive e poco popolari precedenti che hanno caratterizzato i passati governi.